Curatore: Diego Gavini

Funerali Pio La Torre e Rosario Di Salvo: 2 maggio 1982

I funerali di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo, uccisi in un agguato nella mattina del 30 aprile 1982 a Palermo, rivestono una duplice valenza, in quanto momento commemorativo di taglio istituzionale da un lato (alle due vittime sono infatti riservati funerali di Stato) e manifestazione politica dall’altro.

Sotto il primo aspetto, l’assassinio dell’ex parlamentare e del suo collaboratore e compagno di partito si inserisce nella catena sistematica della violenza di Cosa nostra contro uomini delle istituzioni, che inizia nel…

1979 cessando solo nel 1992. Nella seconda prospettiva, il momento richiama a raccolta la militanza comunista ricollegandosi alle battaglie e ai morti che le forze di sinistra annoverano nella loro storia. Una carica simbolica ulteriormente rinvigorita dalla vicinanza con le celebrazioni del primo maggio.

Funerali di stato, dunque, con la partecipazione delle alte cariche regionali e nazionali, arrivando al presidente Sandro Pertini, ma in una piazza che si riempie di bandiere rosse. La saldatura fra i due momenti è però problematica: i dirigenti regionali democristiani, invitati ad intervenire dal palco, vengono infatti sottoposti a dure contestazioni da parte di segmenti della piazza, ribadendo le polemiche e le asprezze politiche sedimentate nel tempo.

Se la manifestazione che omaggia i due caduti ribadisce la storia e il valore dell’impegno antimafia che ha a lungo caratterizzato le forze di sinistra, e quelle comuniste in particolare, essa appare però anche come l’ultimo atto di un percorso che sta assumendo traiettorie nuove. Le collaborazioni governative fra il Pci e la Dc nella gestione della regione siciliana a partire dalla metà degli anni Settanta hanno infatti alienato al Partito Comunista la direzione morale dell’impegno antimafia, le cui redini passano, in un processo graduale che si consuma fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, a segmenti sociali che si muovono al di fuori dei tradizionali confini politici trovando linfa dal rinnovato attivismo della magistratura, dai nuovi fermenti della Chiesa di base e dell’associazionismo locale. Processi che troveranno una declinazione nella dimensione politica che caratterizzerà la stagione della cosiddetta “primavera di Palermo”.

Per saperne di più:

  • G. Burgio, Pio La Torre: Palermo, la Sicilia, il Pci, la mafia. Un saggio di storia orale, Centro Studi ed iniziative culturali Pio La Torre, Palermo, 2008.
  • F. Renda, prefazione a Pio La Torre – 30 aprile 1982 – Ricordi di una vita pubblica e privata, Centro di studi ed iniziative culturali Pio La Torre, Palermo, 2007.
  • D. Rizzo, Pio La Torre. Una vita per la politica attraverso i documenti, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2003.
  • J. Schneider, P. Schneider, Un destino reversibile. Mafia, antimafia e società civile a Palermo, Viella, Roma, 2009.